Se tutto fosse prevedibile, sarebbe evidentemente tutto discretamente noioso, e nessuno, realmente, ama la noia. Lentamente, ma inesorabilmente l’impegno nell’abbandonare le cose che ritengo importanti sta diventando una ossessione e in questa traiettoria discendente ho riscoperto un valore che da tempo avevo dimenticato, la gratitudine.

Questo mese sono accadute una serie di eventi completamente inaspettati che nel bene o nel male, mi hanno ferito su un lato che non credevo essere così vulnerabile. Senso di smarrimento, tradimento, tristezza… un po’ come se si trattasse di una elaborazione del lutto, mi sono scoperto completamente sguarnito nel momento in cui uno dei valore fondanti in cui credo, vacilla e viene a mancare.

Una cosa che ho imparato a conoscere di me, è scoprire la resilienza del mio essere nel resistere al cambiamento grazie al controllo è un punto di forza incredibile, ma anche un punto di debolezza completamente scoperto, come un nervo infiammato. Scopro che per poter essere forte in mille aspetti ho completamente tralasciato o volontariamente ignorato un’aspetto del mio carattere.

A single point of failure.

In questo mare di incertezza, nel quale l’unica vera costante è un senso generalizzato di tristezza, condurre un regime di privazione è relativamente facile. Il superfluo è ormai ridotto all’essenziale e squamare strati di ciò che mi definisce ha risvegliato un valore che non avevo mai considerato, la gratitudine.

Gratitude is for Winners. It’s not every now and then, it’s everyday,

Ho cominciato a svegliarmi la mattina e a riscoprire (sperando di averlo sempre avuto) un profondo senso di gratitudine per tutto quello che di buono ho e ho avuto nella vita, non verso il nulla, ma verso persone specifiche, persone chiave nella mia vita a cui ho realizzato di tenere davvero tanto.

Sono persone che hanno condiviso con me un percorso di vita, persone che mi hanno aiutato a fare scelte importanti, persone che non si sono arrese quando le ho deluse, persone che mi hanno incoraggiato a compiere una trasformazione fisica e mentale non indifferente, persone che mi hanno aiutato nella mia avventura professionale e persone con cui lavoro tutti i giorni.

Ogni istante mi sento fortunato, o meglio, privilegiato, di averle intorno a me e spero davvero con tutto il mio essere di poter contribuire anche solo per un minimo alla loro felicità.

Non so se mai le perderò, se meriterò di perderle, quello che oggi so è che questo tipo di relazione è il tipo di relazione che salva da abissi nerissimi, ma allo stesso tempo rappresenta un peso che oggi non sono in grado di sostenere: è una relazione intossicante, che inebria, ma che allo stesso tempo mi fa sentire eterno debitore di un qualcosa che non penso di essere in grado di ripagare.

Non so come potrò sostenere questo per per molto.